Natuzzi, rottura sul piano industriale: fumata nera al tavolo con governo e sindacati
Nessun accordo sul piano industriale Natuzzi 2026-2028: al tavolo del Mimit si registra la rottura tra azienda e sindacati, mentre restano aperti i nodi su occupazione, produzione e futuro degli stabilimenti italiani.

Si è concluso con una fumata nera il confronto sul nuovo piano industriale 2026-2028 di Natuzzi, discusso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) tra azienda, sindacati e istituzioni. Anche il terzo incontro convocato presso il ministero si è chiuso senza un accordo, segnando una rottura tra le parti e lasciando aperte numerose questioni legate al futuro produttivo e occupazionale del gruppo.
Il piano di rilancio presentato dall’azienda riguarda un gruppo del settore dell’arredamento di alta gamma che coinvolge oltre 1.800 lavoratori tra Puglia e Basilicata, territori storicamente legati alla produzione del marchio Natuzzi. Le organizzazioni sindacali hanno espresso forti preoccupazioni in merito alla continuità produttiva degli stabilimenti italiani e alla tutela dei livelli occupazionali, chiedendo maggiore trasparenza sui dettagli della strategia industriale e sulle eventuali riorganizzazioni previste.
Tra i nodi principali del confronto figurano il possibile ricorso a incentivi all’esodo, l’utilizzo di strumenti di cassa integrazione, il rientro di alcune produzioni dall’estero e la definizione di una strategia industriale sostenibile per il rilancio del gruppo. I sindacati hanno inoltre ribadito la richiesta di sospendere decisioni unilaterali finché non verrà raggiunta un’intesa condivisa.
Il mancato accordo segna dunque una fase di forte tensione nella vertenza Natuzzi. Il confronto tra azienda, sindacati e governo dovrà proseguire nei prossimi incontri istituzionali per individuare una soluzione che garantisca continuità industriale e salvaguardia dell’occupazione.
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Redazione 2
