“Nessuno resti solo”: dalla tragedia di Momo un patto territoriale per la salute mentale
La Cgil di Cosenza chiede una rete territoriale stabile e integrata per prevenire il disagio psichico, sostenere le persone fragili e trasformare il dolore per Momo in un impegno collettivo.

La morte di Mohamed, conosciuto come Momo, impone una riflessione urgente sulle condizioni di fragilità, solitudine e sofferenza psicologica presenti nel territorio cosentino. La Cgil di Cosenza sottolinea che, davanti a situazioni di grave disagio emotivo e sociale, l’intervento pubblico non può limitarsi a risposte burocratiche, emergenziali o esclusivamente procedurali, ma deve garantire una tutela tempestiva, continuativa e integrata delle persone vulnerabili.
Il sindacato propone l’avvio di un’iniziativa pubblica dedicata al disagio psichico, alle vulnerabilità giovanili e alla marginalità sociale, con l’obiettivo di superare l’attuale frammentazione tra sanità, servizi sociali, formazione e politiche abitative. L’assenza di un coordinamento stabile, infatti, rischia di creare vuoti assistenziali nei quali le persone più fragili possono scivolare nell’isolamento.
La proposta centrale è la costruzione di una governance territoriale condivisa tra Azienda Sanitaria Provinciale, Comuni, Prefettura, Università e Terzo Settore. Tra gli interventi indicati figurano il potenziamento dei Centri di Salute Mentale, l’apertura di presidi di ascolto nelle periferie sociali, l’impiego di mediatori culturali e l’attivazione di progetti terapeutico-riabilitativi e budget di salute, finalizzati a garantire casa, lavoro e inclusione.
Nei prossimi mesi sarà promossa un’assemblea pubblica per elaborare un manifesto partecipato e chiedere l’istituzione di un tavolo permanente per un piano straordinario di prevenzione.
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Redazione 2

