Nexi, Cdp verso il 29,9%: riflettori sulle mosse di Mediobanca e Jp Morgan
La Cassa Depositi e Prestiti punta a rafforzare la propria posizione nella paytech guidata da Bernardo Mingrone. Le operazioni delle due banche d’affari vengono interpretate dal mercato come possibili coperture in vista della trasformazione degli swap in azioni.

La scalata di Cassa Depositi e Prestiti in Nexi torna al centro dell’attenzione. Le ultime operazioni di Mediobanca e Jp Morgan sulla paytech guidata da Bernardo Mingrone sono finite sotto i riflettori di Piazza Affari e, secondo indiscrezioni riportate da Milano Finanza, potrebbero essere collegate alla strategia di Cdp per arrivare al 29,9% del capitale entro l’autunno.
Cdp, già titolare del 19,6% di Nexi, aveva annunciato a maggio l’intenzione di salire fino al 29,9% senza promuovere un’opa, utilizzando acquisti diretti e derivati. Una parte dell’operazione, pari a un massimo dell’8% del capitale, sarebbe già stata costruita attraverso due total return swap, portando l’esposizione complessiva della Cassa al 27,6%.
Le posizioni di Mediobanca e Jp Morgan
A luglio Jp Morgan ha portato la propria posizione in Nexi al 4,26%, composta dal 2,81% di azioni e dall’1,45% di strumenti finanziari. La struttura è cambiata rispetto alle settimane precedenti, quando l’esposizione era pari al 4,01%, con una quota azionaria più elevata.
Mediobanca ha invece costruito una posizione su circa 44,6 milioni di azioni Nexi, pari al 3,8% del capitale. La controllante Mps ha comunicato alla Consob che il pacchetto deriva dalla copertura di uno swap stipulato con un cliente istituzionale.
Secondo la lettura che si sta facendo strada sul mercato, entrambe le operazioni potrebbero essere funzionali alla copertura dei contratti sottoscritti da Cdp. Si tratta però di un’interpretazione e non di un collegamento ufficialmente confermato dalle parti.
Il possibile nuovo equilibrio
Se Cdp riuscisse a raggiungere il 29,9%, diventerebbe il primo azionista di Nexi, superando Hellman & Friedman, oggi al 22,2%. La modifica degli equilibri potrebbe avere conseguenze anche sulla governance.
Cdp e H&F sono infatti legati da un patto che disciplina il voto sulle materie strategiche e i pesi nella formazione del consiglio. Un rafforzamento della partecipazione della Cassa potrebbe quindi aprire una nuova fase nei rapporti tra i principali azionisti della società.
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Redazione 2


