“Non chiamatela festa”: dal lavoro povero alla fuga dal Sud, l’affondo di Sinistra Italiana nel Primo Maggio della dignità negata
Sinistra Italiana / AVS Catanzaro denuncia il lavoro povero, la precarietà e la fuga dei giovani dal Sud, rilanciando la richiesta di salario minimo, diritti e giustizia sociale nel giorno del Primo Maggio.

In occasione del Primo Maggio, il Circolo “Giuditta Levato” di Sinistra Italiana / AVS Catanzaro lancia una riflessione dura e diretta sullo stato del lavoro in Italia, denunciando precarietà, sfruttamento e disuguaglianze sociali che colpiscono soprattutto il Mezzogiorno. Nel documento firmato dalla segretaria cittadina Fabiola Scozia, la Festa dei Lavoratori viene descritta non come una celebrazione rituale, ma come una “domanda scomoda” sul reale valore del lavoro oggi.
Il testo richiama l’attenzione sulle condizioni di chi vive lavori fragili e privi di tutele: rider, precari della scuola, braccianti agricoli e lavoratori sommersi o sottopagati. Forte anche il riferimento alla sicurezza sul lavoro e alle troppe morti che continuano a verificarsi nei luoghi produttivi, spesso senza adeguate risposte normative o politiche.
Secondo AVS-Sinistra Italiana, la dignità del lavoro passa attraverso interventi strutturali: salario minimo legale, riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, aumento generalizzato delle retribuzioni, indicizzazione degli stipendi al costo della vita e una tassazione sui grandi patrimoni per finanziare diritti sociali universali.
Particolare attenzione viene dedicata al Sud Italia, dove precarietà, disoccupazione e fuga di giovani qualificati stanno impoverendo il territorio. Il documento definisce questa situazione “una ferita democratica”, sottolineando come la perdita di dignità del lavoro comporti anche un indebolimento della partecipazione e della libertà collettiva.
Il Primo Maggio, conclude il Circolo “Giuditta Levato”, deve tornare a essere un momento di denuncia, proposta e richiesta concreta di giustizia sociale.
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Redazione 2


