Obesità e cuore: lo studio che smonta il “mito della salute metabolica”
L’obesità aumenta fino al 60% il rischio cardiaco anche senza altre patologie: sfatato il mito della “salute metabolica”.
Una nuova evidenza scientifica rilancia l’allarme sui rischi cardiovascolari legati all’obesità, sfatando il cosiddetto mito dell’“obesità metabolicamente sana”. Secondo uno studio internazionale condotto dall’Imperial College London su oltre 157.000 persone seguite per 13 anni e rilanciato dalla Società italiana dell’obesità, anche in assenza di diabete, ipertensione o alterazioni del colesterolo, l’eccesso di peso rappresenta comunque un importante fattore di rischio per la salute del cuore.
I dati indicano che le persone con obesità, pur con esami clinici nella norma, presentano fino al 60% in più di probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari aterosclerotiche rispetto ai soggetti normopeso. Il rischio risulta ancora più elevato per lo scompenso cardiaco, con incrementi significativi sia negli uomini che nelle donne.
Gli esperti sottolineano come il concetto di “metabolicamente sano” sia fuorviante: anche in assenza di patologie evidenti, l’accumulo di grasso corporeo può attivare processi infiammatori e metabolici che aumentano progressivamente il rischio di eventi cardiovascolari.
Lo studio evidenzia inoltre un andamento graduale del rischio: all’aumentare dell’indice di massa corporea e della gravità dell’obesità, cresce proporzionalmente la probabilità di sviluppare infarto, ictus e insufficienza cardiaca. In presenza di ulteriori fattori metabolici, il rischio può arrivare a raddoppiare.
La ricerca rafforza quindi l’idea che il peso corporeo rappresenti un determinante indipendente della salute cardiovascolare, sottolineando l’importanza della prevenzione e del controllo del peso come strumenti fondamentali per ridurre la mortalità e migliorare la qualità della vita.
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Redazione 2
