Occhiuto alza il tono: droni contro chi brucia rifiuti e messaggio politico senza sconti
Il presidente della Regione sceglie una linea durissima sul fronte ambientale e la affida a un video simbolico: controlli dall’alto, identificazioni e un messaggio secco a chi inquina. Il tema non è solo ambientale, ma anche politico e di governo del territorio.

Quando un presidente di Regione decide di trasformare un’azione di controllo in un messaggio pubblico, la comunicazione smette di essere solo racconto e diventa gesto politico. È quello che accade con l’intervento di Roberto Occhiuto sul contrasto all’abbandono e all’incendio illegale dei rifiuti, dove il linguaggio scelto è durissimo e volutamente frontale. Non una sfumatura amministrativa, ma una presa di posizione che punta a far capire che sul tema ambiente la Regione vuole giocare una partita visibile, muscolare e simbolicamente forte. In Calabria il fronte ambientale è da anni uno dei luoghi in cui si misurano insieme legalità, salute pubblica, qualità del territorio e credibilità delle istituzioni. Per questo ogni iniziativa che tocca il contrasto ai reati ambientali assume immediatamente anche un significato politico. La scelta di mostrare controlli effettuati con droni e di accompagnarli con un linguaggio netto serve a rafforzare un’idea di presenza istituzionale che non si limita a denunciare il problema ma vuole dare l’impressione di intercettarlo, seguirlo e colpirlo. Nel video diffuso sui social, Occhiuto mostra un’azione di controllo del territorio realizzata con l’uso dei droni contro l’abbandono e l’incendio illecito dei rifiuti. Le immagini documentano due episodi distinti nei Comuni di Gizzeria e Maida, dove alcune persone vengono riprese mentre gettano e danno fuoco a materiali di vario tipo. Secondo la ricostruzione disponibile, le riprese aeree hanno consentito di risalire alle targhe dei veicoli e quindi all’identificazione dei soggetti da parte dei carabinieri, ai quali sono state consegnate le registrazioni. Il presidente della Regione ha accompagnato il filmato con una frase molto dura, definendo chi distrugge l’ambiente non un semplice irresponsabile ma un criminale, e chiudendo il video con il messaggio “Game over”. Il significato politico della vicenda sta tutto nella scelta di rendere pubblico il metodo. L’uso dei droni, la diffusione delle immagini e il tono del messaggio servono a costruire deterrenza, ma anche a trasmettere l’idea di una Regione che vuole presidiare il territorio con strumenti più moderni e con una comunicazione più aggressiva. Ora però il punto sarà la continuità: un messaggio forte incide davvero solo se si traduce in una pratica costante, riconoscibile e capace di produrre effetti concreti sul comportamento di chi inquina. La notizia interessa i cittadini calabresi perché ambiente e legalità non sono temi separati dalla vita quotidiana: riguardano salute, turismo, agricoltura, qualità dell’aria e percezione stessa del territorio. Quando la politica regionale decide di alzare il livello dello scontro contro chi devasta l’ambiente, manda un segnale che tocca non solo gli autori degli illeciti, ma anche chi vive nei territori e chiede da anni controlli più efficaci e meno tolleranza verso pratiche che impoveriscono l’intera Calabria.
Written by
Redazione 2


