Occhiuto mette 186 milioni sul tavolo del dissesto: la Calabria prova a blindare il territorio prima della prossima emergenza
La Regione presenta numeri pesanti su frane, alluvioni, erosione costiera e manutenzione delle opere marittime. Il messaggio politico è netto: il problema non è solo trovare fondi, ma riuscire a spenderli in tempo prima che il maltempo torni a colpire.
In Calabria la prevenzione vale più di qualsiasi slogan, perché ogni ritardo si misura spesso in strade interrotte, paesi isolati, coste danneggiate e paura diffusa. Per questo il pacchetto di interventi presentato oggi dalla Regione sul dissesto idrogeologico non è una semplice comunicazione amministrativa: è un passaggio politico rilevante, che mette sotto i riflettori la capacità reale delle istituzioni di difendere il territorio prima della prossima emergenza. Il dissesto in Calabria non è una questione occasionale. Fiumi, torrenti, aree fragili, coste esposte e una morfologia complessa rendono la regione una delle più delicate d’Italia sotto il profilo idrogeologico. Negli ultimi anni il maltempo ha più volte mostrato quanto il costo dell’attesa possa essere altissimo. Per questo, quando la Regione presenta numeri e cantieri, il tema non è solo quanti soldi ci sono, ma se esiste una macchina abbastanza rapida da trasformare le risorse in opere concrete. Oggi è stato fatto il punto su 196 interventi finanziati per un totale di 186 milioni di euro, distribuiti tra rischio alluvione, rischio frane, erosione delle coste e manutenzione delle opere marittime. Nel corso dell’incontro è stato ricordato anche che, tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2025, la Regione ha investito circa 159 milioni solo nel settore del dissesto idrogeologico, con 159 cantieri aperti, un dato indicato come molto superiore a quello del decennio precedente. Il presidente della Regione ha sottolineato inoltre che, dopo i cicloni Harry e Jolina, sono state attivate richieste e intese istituzionali per consentire ristori e somme urgenze ai Comuni colpiti. Il cuore politico della vicenda sta però in un’altra frase: il vero ostacolo, secondo la Regione, non sarebbe la scarsità di denaro, ma la lentezza dei processi autorizzativi. Ed è un passaggio decisivo, perché sposta il dibattito dalla semplice denuncia dei danni alla capacità dello Stato e degli enti locali di prevenire. Se questa mole di progetti riuscirà davvero ad avanzare con tempi più rapidi, la Calabria potrà giocare d’anticipo. Se invece la burocrazia continuerà a frenare, anche numeri importanti rischieranno di restare parzialmente sulla carta. Per i cittadini calabresi questa è una notizia cruciale perché riguarda sicurezza, case, attività economiche, viabilità e tenuta dei territori più fragili. In Calabria il dissesto non è mai una voce tecnica lontana: è qualcosa che può bussare alla porta di una comunità da un giorno all’altro. E sapere se la Regione sta davvero correndo più del rischio interessa direttamente famiglie, imprese e amministrazioni locali.
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Redazione 2

