Occhiuto: “Per difendere coste e fiumi servono 18 pareri. Così non si previene”
Dopo gli eventi meteo estremi, il presidente della Regione denuncia la burocrazia come freno alla prevenzione. Chiede semplificazioni e strumenti per intervenire prima delle emergenze.

La politica calabrese porta al centro un tema spesso ignorato fino alle emergenze: la prevenzione del rischio idrogeologico. Frane, alluvioni ed erosione costiera non sono più eccezioni. Quando i tempi autorizzativi diventano lunghi, la prevenzione si trasforma in rincorsa: si interviene dopo i danni, non prima. Il presidente della Regione ha dichiarato che per realizzare un intervento di difesa dall’erosione costiera possono essere necessari fino a 18 pareri, definendo il sistema attuale inadatto a prevenire e mitigare il rischio. Ha sostenuto che procedure che potrebbero chiudersi in un anno finiscono per durare molti anni, chiedendo un cambio di impostazione: più velocità nelle autorizzazioni e controlli efficaci anche successivi. Nel ragionamento entra anche la necessità di strumenti strutturali per ridurre vulnerabilità e abusivismo. Il tema apre un fronte istituzionale con governo e norme nazionali: semplificazioni, fondi, responsabilità chiare tra enti. Sul territorio, la priorità resta la programmazione: cantieri, manutenzione e monitoraggio continuo. Per i calabresi significa sicurezza reale: strade che non crollano, quartieri che non finiscono sott’acqua, coste che non arretrano. Se la burocrazia blocca la prevenzione, il conto lo pagano cittadini e imprese.
Written by
BRUTTO ALESSANDRO

