OCM Vino, Alessandro Crocco (MEIH): «Il bando sostiene la strategia, non la sostituisce. Serve un salto culturale nell’export»
Per Alessandro Crocco, presidente del Mediterranean Export Innovation Hub (MEIH), i fondi OCM Vino Paesi Terzi sono una leva cruciale, ma l'improvvisazione è un boomerang. Per competere globalmente servono competenze, formazione e strategie di mercato a lungo termine, superando la logica del mero contributo episodico.

L’OCM Vino Paesi Terzi è uno strumento finanziario prezioso per l'internazionalizzazione del comparto vitivinicolo italiano, ma il contributo economico da solo non basta. A lanciare il monito è Alessandro Crocco, presidente del Mediterranean Export Innovation Hub (MEIH), che invita le imprese a un profondo cambio di paradigma: passare dalla logica del finanziamento a quella della strategia di mercato.
Secondo l'imprenditore italo-americano, mercati ad alto potenziale come USA, Canada, Asia e America Latina non ammettono approcci generici. La qualità del prodotto deve essere integrata da competenze specifiche, conoscenza dei canali distributivi e continuità nelle relazioni post-evento. Senza una regia e una solida formazione, anche i progetti più ambiziosi rischiano di trasformarsi in interventi episodici e fragili.
Crocco estende la riflessione anche alle istituzioni e al sistema associativo, auspicando un supporto più mirato e lungimirante, capace di andare oltre la burocrazia per entrare nel merito delle reali difficoltà degli operatori. La sfida è cruciale soprattutto per il Sud Italia, in particolare per regioni come Calabria e Sicilia, dove il vino incarna un’identità culturale ed economica potente, da valorizzare attraverso una narrazione coordinata e coerente.
In questo scenario si inserisce l’azione di MEIH, nato per trasferire competenze, analizzare i mercati e guidare le aziende verso una crescita sostenibile.
«L’internazionalizzazione si misura sulla capacità di generare reputazione e valore nel tempo», conclude Crocco. «Nessun incentivo sostituisce la strategia. La vera rivoluzione è la presa di consapevolezza: il salto culturale che il nostro sistema produttivo è oggi chiamato a compiere».
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Redazione 2
