Omicidio Carmela Bifano, il marito si dichiara innocente: attesa per l’interrogatorio di garanzia
Pietro Scintu, fermato nell’inchiesta sulla morte della moglie a Corigliano-Rossano, respinge le accuse. Le indiscrezioni su una presunta confessione non trovano conferma nella versione difensiva. Venerdì 21 agosto il passaggio davanti al gip

CORIGLIANO-ROSSANO (CS) – Pietro Scintu continua a dichiararsi innocente ed estraneo alla morte della moglie Carmela Bifano, trovata senza vita il 18 agosto in un terreno agricolo in località Torre Voluta, nella zona di Villaggio Frassa, nell’area urbana di Corigliano. L’uomo, 80 anni e originario della Sardegna, è stato sottoposto a fermo nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Castrovillari.
Nelle ore successive al provvedimento alcune ricostruzioni giornalistiche avevano riferito di una presunta confessione dell’ottantenne. Secondo le informazioni emerse successivamente, tuttavia, Scintu non avrebbe confessato e continuerebbe a respingere ogni addebito.
La posizione dell’uomo dovrà ora essere valutata dall’autorità giudiziaria, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo delle responsabilità.
Venerdì l’interrogatorio di garanzia
Un passaggio importante dell’inchiesta è atteso per venerdì 21 agosto, quando Scintu dovrebbe comparire davanti al giudice nel carcere di Castrovillari per l’interrogatorio di garanzia.
Il giudice sarà chiamato a esaminare gli elementi raccolti dagli investigatori e le ragioni alla base del provvedimento adottato nei confronti dell’ottantenne.
Carmela Bifano era stata trovata morta con ferite alla testa nel terreno agricolo frequentato dalla coppia. A dare inizialmente l’allarme era stato proprio il marito.
Le indagini sono condotte dalla Polizia, con gli investigatori del Commissariato e della Squadra Mobile impegnati nella ricostruzione delle ultime ore di vita della donna.
Gli accertamenti scientifici e l’autopsia
Tra gli elementi destinati ad assumere particolare importanza ci sono gli accertamenti scientifici sui reperti sequestrati e l’autopsia disposta dalla Procura di Castrovillari.
Gli esami medico-legali dovranno contribuire a stabilire con maggiore precisione le cause della morte, la natura delle ferite e la dinamica dell’aggressione.
Resta inoltre da chiarire il movente. Al momento non è stata resa nota una ricostruzione definitiva delle ragioni che avrebbero portato alla morte della donna.
Proprio per questo saranno determinanti i risultati degli accertamenti tecnici, le verifiche investigative e le dichiarazioni che saranno rese nel corso dei prossimi passaggi giudiziari.
L’inchiesta resta dunque aperta: il fermo rappresenta una misura adottata nella fase delle indagini e non equivale a una dichiarazione di colpevolezza.
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