Omicidio Maria Chindamo, otto nuovi indagati: al via gli esami sui reperti
Il 14 e il 21 settembre gli accertamenti al RIS di Messina su fresa agricola, veicoli, scarpe e altri materiali sequestrati nell'inchiesta

Otto persone risultano indagate nel nuovo sviluppo dell'inchiesta sull'omicidio di Maria Chindamo, l'imprenditrice agricola di 44 anni scomparsa il 6 maggio 2016 davanti alla propria azienda di Limbadi, nel Vibonese. La Dda di Catanzaro ha disposto nuovi accertamenti biologici e dattiloscopici su una serie di reperti sequestrati durante le indagini. Le operazioni sono state fissate per il 14 e il 21 settembre 2026 nei laboratori del RIS di Messina.
Gli accertamenti al RIS
Tra i materiali sottoposti a nuove verifiche figurano una fresa agricola, un Mitsubishi Pajero, la Dacia Duster appartenuta alla vittima, un paio di scarpe sportive, una cintura da donna e una Fiat 500 sequestrata nel dicembre 2025. Saranno inoltre esaminati due mozziconi di sigaretta rinvenuti sulla scena della scomparsa. Secondo quanto riferito dalle fonti, su questi ultimi era già stata rilevata una corrispondenza genetica riferita a uno degli indagati; i nuovi accertamenti dovranno verificare ulteriori elementi.
Un'inchiesta ancora aperta
Le otto persone risultano indagate, a vario titolo, per ipotesi di concorso nell'omicidio aggravato dalla premeditazione e dal metodo mafioso, oltre che per distruzione e occultamento di cadavere. Le iscrizioni nel registro degli indagati rappresentano un atto dell'inchiesta e non costituiscono una dichiarazione di responsabilità.
Parallelamente, a Catanzaro è in corso un procedimento separato nei confronti di Salvatore Ascone, accusato di concorso nel delitto. Il corpo di Maria Chindamo non è mai stato ritrovato.
I nuovi esami rappresentano quindi un passaggio investigativo importante: gli accertamenti scientifici dovranno stabilire se i reperti conservino elementi utili alle indagini e alla ricostruzione dei fatti.
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Redazione 4


