Oncologia “umana”: danza, libri e animali entrano nei reparti per curare anche la qualità di vita
In alcuni presidi ospedalieri si ampliano attività integrative gratuite: musica, danza, lettura e pet therapy. Obiettivo: umanizzare le cure e sostenere i pazienti durante i percorsi.

Curare non significa solo prescrivere farmaci: significa anche sostenere la persona. In oncologia cresce l’attenzione a interventi che migliorano benessere e qualità della vita durante la terapia.
La malattia oncologica comporta spesso stress, insonnia, ansia e isolamento. Per questo, accanto alle cure cliniche, molti reparti sperimentano percorsi di supporto non farmacologico.
È stato annunciato l’ampliamento, nel 2026, di attività integrative gratuite in ambito oncologico in diversi presidi, con iniziative come musica, danza, attività con animali, estetica e progetti legati ai libri e alla lettura. L’obiettivo dichiarato è l’“umanizzazione delle cure”, cioè prendersi carico non solo della malattia ma anche della dimensione psicologica e relazionale del paziente.
Se inserite in modo strutturato, queste iniziative possono favorire aderenza alle terapie e migliorare la percezione di supporto, contribuendo a ridurre solitudine e stress. Servono però personale formato, volontari qualificati e continuità organizzativa.
In Calabria, dove le famiglie spesso diventano “caregiver” a tempo pieno, modelli di cura più umani possono alleggerire il carico emotivo e migliorare l’esperienza ospedaliera, rendendo i percorsi oncologici meno traumatici.
Written by
BRUTTO ALESSANDRO


