Operazione ‘Libeccio’: colpo alla ’ndrangheta tra Crotone e Isola Capo Rizzuto, 19 misure cautelari
Con l’operazione antimafia “Libeccio” i Carabinieri hanno eseguito 19 misure cautelari tra Crotone, Isola Capo Rizzuto e diversi istituti penitenziari italiani, nell’ambito di un’indagine della DDA di Catanzaro contro le cosche della ’ndrangheta locali.

Nelle prime ore della mattinata del 10 marzo, i Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone, con il supporto del Reparto Anticrimine di Catanzaro del Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) e della Compagnia Carabinieri di Crotone, hanno eseguito un’importante operazione antimafia denominata “Libeccio”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro. L’attività ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 19 persone (18 in carcere e 1 agli arresti domiciliari), emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro.
L’operazione si è svolta tra Crotone, Isola di Capo Rizzuto e diversi istituti penitenziari italiani, tra cui Tolmezzo, Spoleto, Cassino, Napoli Secondigliano e Catanzaro Siano, con il supporto dei Carabinieri dei Comandi Provinciali di Cosenza e Catanzaro, del Nucleo Cinofili, dell’8° Nucleo Elicotteri e dello Squadrone Eliportato “Cacciatori” di Vibo Valentia. Contestualmente sono stati eseguiti 19 decreti di perquisizione.
Le indagini, sviluppate tra gennaio 2024 e luglio 2025 attraverso attività di osservazione, pedinamenti, intercettazioni e captatori informatici, oltre alle dichiarazioni di 11 collaboratori di giustizia, hanno consentito di ricostruire le dinamiche criminali della cosiddetta Locale di ’ndrangheta di Isola di Capo Rizzuto, con riferimento alle cosche Arena, Manfredi e Nicoscia.
Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, rapina impropria, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti e accesso illecito a dispositivi di comunicazione da parte di detenuti. L’inchiesta ha documentato anche una serie di estorsioni aggravate dal metodo mafioso ai danni di imprese e attività commerciali locali, nonché un sistema di raccolta fondi destinato al sostegno economico dei detenuti affiliati.
Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, per gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
Written by
Redazione 2
