Stipendi in ritardo e accordi non rispettati: il SUL chiede al Comune di Reggio Calabria la rescissione del contratto con Life Project
Il SUL denuncia ritardi nei pagamenti e presunte violazioni contrattuali da parte della società Life Project, chiedendo al Comune di Reggio Calabria di rescindere il contratto relativo al servizio di assistenza domiciliare.
Il Sindacato Unitario Lavoratori (SUL) denuncia una situazione di grave criticità riguardante la società Life Project, impegnata in subappalto nel servizio di assistenza domiciliare per persone in difficoltà finanziato dal Comune di Reggio Calabria. Secondo quanto segnalato dal sindacato, l’azienda registrerebbe un ritardo di quattro mesi nel pagamento degli stipendi alle lavoratrici attualmente in servizio e addirittura di dieci mesi nella liquidazione delle spettanze dovute alle dipendenti che hanno deciso di dimettersi.
Il SUL evidenzia inoltre che la società non avrebbe rispettato un accordo sindacale sottoscritto circa due anni fa presso l’Ispettorato del Lavoro, che prevedeva il rientro di sette mensilità arretrate non ancora liquidate alle lavoratrici. Nonostante i ripetuti solleciti e le segnalazioni effettuate alle istituzioni competenti, la situazione non avrebbe registrato miglioramenti.
Ulteriori perplessità riguardano la natura stessa dell’affidamento del servizio. Il sindacato sottolinea come il ricorso al subappalto in un’attività che non richiede particolari mezzi o specializzazioni potrebbe configurare un’ipotesi di interposizione illecita di manodopera, richiamando in tal senso orientamenti della Corte di Cassazione.
Il SUL ha già informato l’Assessorato comunale competente e l’Ispettorato del Lavoro, chiedendo un intervento deciso delle istituzioni. In particolare, il sindacato sollecita il Comune di Reggio Calabria, in qualità di stazione appaltante, a valutare la rescissione del contratto di servizio per presunte violazioni contrattuali e normative.
Il sindacato ha infine ribadito la propria determinazione nel proseguire le azioni di tutela delle lavoratrici coinvolte, riservandosi di valutare ulteriori iniziative nelle sedi opportune qualora la situazione non dovesse trovare una rapida soluzione.
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Redazione 2

