“Ora basta morti sul lavoro”: la rabbia della Fillea Cgil dopo la tragedia di Franco Vescio
La Fillea Cgil Calabria denuncia l’emergenza sicurezza sul lavoro dopo la morte di Franco Vescio, operaio deceduto a seguito di un incidente a Fuscaldo, chiedendo interventi urgenti, pene più severe e una Procura nazionale sulle morti bianche.
La Fillea Cgil Calabria ha espresso profondo cordoglio e forte indignazione per la morte di Franco Vescio, il lavoratore cinquantunenne di Lamezia Terme deceduto dopo giorni di agonia all’ospedale di Catanzaro in seguito a un grave incidente sul lavoro avvenuto a Fuscaldo. L’uomo era precipitato da un solaio mentre era impegnato in operazioni di ripristino di linee telefoniche. Il sindacato ha rivolto la propria vicinanza alla moglie e ai due figli della vittima, definendo la tragedia “un dramma insanabile”.
Nel comunicato diffuso dal segretario generale Simone Celebre, la Fillea Cgil denuncia con forza quella che definisce una vera e propria emergenza sociale, sottolineando come in Calabria si siano registrate cinque vittime sul lavoro in poco più di venti giorni. Un dato definito “agghiacciante”, che secondo il sindacato non può più essere considerato frutto della fatalità.
La sigla sindacale ha lanciato un appello diretto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Governo nazionale, chiedendo interventi immediati per rafforzare la sicurezza nei luoghi di lavoro. Tra le proposte avanzate figurano il potenziamento dei nuclei ispettivi, l’istituzione di una Procura nazionale dedicata alle morti sul lavoro, l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro e sanzioni più severe contro le aziende che non rispettano le norme di sicurezza.
Il sindacato chiede inoltre l’abolizione dei subappalti a cascata e del criterio del massimo ribasso negli appalti pubblici, ritenuti fattori che aumentano precarietà e rischi per i lavoratori.
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Redazione 2
