Ponte sullo Stretto, l’Ombra della Corruzione prima dei Cantieri: «Stop alla Mangiatoia, i Soldi vadano a Sanità e Trasporti»
I movimenti del "No al Ponte" lanciano l'allarme dopo l'inchiesta della Procura di Roma su presunte pressioni alla Corte dei Conti: una denuncia contro il dirottamento di miliardi pubblici verso profitti privati, mentre il Sud affonda nel dissesto idrogeologico e nell'abbandono sanitario. Grande mobilitazione l'8 agosto a Messina.
Nonostante non sia stato ancora aperto un solo cantiere, sul progetto del Ponte sullo Stretto si allunga già l’ombra della magistratura. L'inchiesta della Procura di Roma su presunti tentativi di condizionare la Corte dei Conti svela, secondo i movimenti di opposizione, un sistema di relazioni e interessi finalizzato a blindare l’opera a discapito dei controlli istituzionali. Si tratta di un segnale d'allarme politico che conferma i timori storici: il Ponte non nasce per i cittadini, ma per alimentare un flusso miliardario di denaro pubblico verso appalti e consulenze private.
La denuncia mette a nudo la propaganda governativa, contestando la scelta di investire risorse immense in una "cattedrale nel deserto" mentre la Calabria e la Sicilia affrontano il collasso della sanità pubblica, trasporti ferroviari fatiscenti e un grave dissesto idrogeologico. La critica è netta: di pubblico restano solo i finanziamenti, mentre i benefici vanno ai grandi gruppi economici, lasciando ai territori espropri e devastazione ambientale.
Ribadendo un fermo "NO" al progetto, le realtà territoriali esigono un cambio di rotta radicale: i miliardi stanziati devono essere dirottati su scuole, ospedali, mobilità moderna e messa in sicurezza del territorio, restituendo alle comunità il diritto di decidere sul proprio futuro contro ogni comitato d’affari. La mobilitazione generale culminerà l'8 agosto a Messina nella grande manifestazione nazionale, un appuntamento cruciale per riaffermare le vere priorità e i diritti sociali e civili del Mezzogiorno.
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Redazione 2
