Porto di Gioia Tauro, operaio ferito nel ribaltamento di uno straddle carrier: i sindacati contestano il licenziamento
Alessandro Cortese era rimasto coinvolto nel grave incidente del 27 maggio durante la movimentazione dei container. USB Calabria e Or.S.A. Mari e Porti sollevano il caso del successivo licenziamento e riportano al centro il tema dei ritmi di lavoro e della sicurezza nello scalo.

GIOIA TAURO (RC) – Torna al centro dell'attenzione il grave incidente avvenuto il 27 maggio 2026 sulla banchina del porto di Gioia Tauro, dove uno straddle carrier, il grande mezzo utilizzato per movimentare i container, si era ribaltato durante le operazioni portuali.
Alla guida si trovava Alessandro Cortese, operatore portuale di Gioia Tauro. L'incidente aveva richiesto l'intervento dei soccorsi e il trasferimento del lavoratore in ospedale. Secondo la ricostruzione diffusa sul caso, Cortese avrebbe riportato tredici fratture vertebrali, affrontando anche un ricovero in terapia intensiva e successivamente in Neurochirurgia.
A distanza di settimane, sulla vicenda intervengono USB Calabria e Or.S.A. Mari e Porti, che denunciano il successivo licenziamento per giusta causa del lavoratore da parte di Medcenter Container Terminal.
La contestazione e il nodo della velocità
Secondo quanto riferito nella ricostruzione sindacale, la contestazione aziendale riguarderebbe la condotta tenuta dall'operatore e, in particolare, la velocità del mezzo al momento dell'incidente.
Un punto sul quale i sindacati pongono però una questione più ampia: quella dell'organizzazione del lavoro e dei ritmi produttivi all'interno di uno dei principali terminal container del Mediterraneo.
Già immediatamente dopo l'incidente, le organizzazioni sindacali avevano chiesto di approfondire la dinamica e le condizioni operative nello scalo, sollecitando verifiche sulle procedure e maggiori garanzie per la sicurezza dei portuali.
Dopo l'incidente, infatti, era stato aperto un confronto tra organizzazioni sindacali, Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio e Medcenter Container Terminal. Le verifiche avevano coinvolto, per le rispettive competenze, anche gli organismi preposti alla sicurezza e al lavoro.
Sicurezza e produttività, il confronto si riapre
Il caso Cortese riporta così in primo piano il rapporto tra gli elevati livelli di produttività raggiunti dal porto e le condizioni nelle quali vengono svolte le operazioni di movimentazione.
USB Calabria e Or.S.A. chiedono che venga fatta piena chiarezza e contestano una lettura che attribuisca esclusivamente al comportamento individuale del lavoratore la responsabilità dell'accaduto.
Il licenziamento costituisce un provvedimento aziendale che potrà essere oggetto di contestazione nelle sedi competenti. Le valutazioni espresse dalle organizzazioni sindacali rappresentano la loro posizione sulla vicenda e non equivalgono ad un accertamento giudiziario delle responsabilità.
Resta centrale il tema della sicurezza in uno scalo caratterizzato da volumi di traffico e ritmi di movimentazione tra i più elevati del Mediterraneo.
Written by
Redazione


