Randagismo, la Calabria prova a cambiare passo: in Consiglio arriva la legge che vuole spostare il tema da emergenza a sistema
La Regione Calabria prepara una nuova proposta di legge sul randagismo e sulla tutela degli animali d’affezione. Il passaggio politico è rilevante perché prova a trasformare un problema cronico del territorio in una materia strutturata di governo, con una delega specifica e un confronto diretto con il volontariato.
In Calabria ci sono temi che per anni sono rimasti sospesi tra emergenza, volontariato e indignazione periodica. Il randagismo è uno di questi. Oggi, però, il tema entra in una fase diversa: quella del passaggio politico e normativo. La nuova proposta di modifica della legge regionale 45 del 2023, presentata dall’assessora Pasqualina Straface alle associazioni di volontariato, prova infatti a dare una forma più solida a una materia che tocca sanità pubblica, sicurezza urbana, benessere animale e organizzazione dei servizi territoriali. Il dato più politico della giornata è forse questo: secondo la Regione, in Calabria esiste oggi per la prima volta una delega specifica sul benessere animale. Non è un dettaglio lessicale. Significa che il problema non viene più trattato solo come questione marginale o amministrativa, ma come ambito riconosciuto di indirizzo pubblico. La proposta è stata illustrata prima ancora del deposito in Consiglio regionale, in un confronto con il mondo del volontariato che sul territorio gestisce spesso il peso concreto delle mancanze istituzionali. La proposta riguarda la modifica della legge regionale 45 del 2023 e introduce novità normative in materia di tutela degli animali di affezione. L’annuncio è arrivato oggi, 1 aprile, al termine di un incontro con le associazioni di volontariato. L’assessora Straface ha definito la scelta una linea politica precisa, legandola alla volontà di intervenire sul tema con strumenti più aggiornati. Al momento il testo non risulta ancora depositato formalmente in Consiglio regionale, ma il percorso politico è stato già avviato con il confronto preliminare con i soggetti coinvolti. Ora il punto decisivo sarà capire quanto rapidamente la proposta arriverà in aula e con quali contenuti operativi: prevenzione, gestione dei rifugi, sterilizzazioni, anagrafe animale, rapporti con i Comuni e sostegno al volontariato saranno i nodi che misureranno la serietà della svolta. Una legge, da sola, non risolve il problema. Ma può spostare il randagismo da dossier intermittente a responsabilità stabile della politica regionale. Questa notizia interessa i cittadini calabresi perché il randagismo non riguarda solo gli animali: riguarda il decoro urbano, la sicurezza sulle strade, la qualità dei servizi pubblici, il lavoro delle associazioni e il modo in cui le istituzioni rispondono ai problemi reali. Se la Regione sceglie davvero di trattarlo come una questione strutturale, allora il tema smette di essere soltanto emergenza e diventa cartina di tornasole della capacità politica di governare il territorio.
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Redazione 2

