Referendum sottosegretari, il Comitato rivendica la battaglia: “Bloccato il poltronificio, la politica si è svegliata tardi”
Il Comitato promotore rivendica il ruolo decisivo nel referendum contro i sottosegretari e accusa la politica di essersi attivata troppo tardi.
Il Comitato promotore del referendum contro i sottosegretari regionali interviene dopo il pronunciamento dell’Ufficio centrale regionale per il Referendum, rivendicando il ruolo centrale svolto nella vicenda e ricostruendo la cronologia delle iniziative intraprese. Secondo quanto riportato da La Nuova Calabria, il Comitato afferma di aver avviato la battaglia il 30 marzo 2026, con il deposito dell’istanza al protocollo, attivando così le procedure referendarie contro quello che definisce “l’ennesimo scandalo dei sottosegretari”.
Nel comunicato, il Comitato denuncia presunti ritardi e ostacoli burocratici, spiegando di aver inviato più diffide per ottenere la pubblicazione dell’atto sul BURC. Parallelamente, sono stati presentati due ricorsi al TAR Calabria e un esposto alla Procura della Repubblica di Catanzaro per omissione di atti d’ufficio e attentato ai diritti politici del cittadino. È stata inoltre investita la Procura regionale della Corte dei Conti per verificare un presunto danno erariale quantificato in circa un milione di euro l’anno tra indennità e costi di struttura.
Il Comitato critica duramente le opposizioni consiliari, accusandole di essersi mosse tardi e di aver inizialmente sottovalutato la via referendaria. Il messaggio finale è un appello alla collaborazione tra politica e società civile per difendere i diritti dei calabresi e contrastare pratiche ritenute dannose per le istituzioni.
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Redazione 2