Rende, una stazione di carburante pubblica per contrastare il caro-benzina: proposta in Consiglio
La consigliera Rossella Gallo ha depositato un’interrogazione per chiedere uno studio di fattibilità. L’obiettivo è valutare un modello di rifornimento senza finalità di lucro.

La consigliera comunale Rossella Gallo, capogruppo del Movimento 5 Stelle - Sinistra per Rende, ha depositato a Rende, in provincia di Cosenza, un’interrogazione rivolta all’Amministrazione comunale per chiedere l’avvio di uno studio di fattibilità finalizzato alla possibile apertura di una stazione di rifornimento carburanti a gestione pubblica. L’iniziativa nasce, secondo quanto spiegato dalla consigliera, dalla necessità di individuare strumenti per contenere l’impatto dell’aumento dei prezzi dei carburanti sul bilancio di famiglie, pendolari, studenti e attività produttive.
L’ipotesi di una “pompa bianca” pubblica
La proposta guarda a un modello nel quale l’obiettivo non sarebbe quello di generare profitto per il Comune, ma di contenere il prezzo finale attraverso una gestione basata sui costi effettivi. Secondo Gallo, il prezzo potrebbe partire dal costo di approvvigionamento, con l’aggiunta delle somme necessarie a sostenere manutenzione e funzionamento dell’impianto, ipotizzato in modalità self-service.
Nel comunicato, la consigliera richiama anche alcune esperienze già avviate in altri Comuni italiani e cita, in Calabria, i casi di Polia e Bocchigliero, che avrebbero avviato l’iter per realizzare proprie stazioni di rifornimento.
L’idea, secondo Gallo, potrebbe essere valutata anche in un contesto urbano come quello di Rende, dove gli spostamenti quotidiani interessano una parte significativa della popolazione e coinvolgono anche studenti e lavoratori pendolari.
Ora la verifica di fattibilità
Il passaggio richiesto all’Amministrazione comunale è innanzitutto tecnico. L’interrogazione propone infatti l’istituzione di un tavolo di lavoro e la realizzazione di uno studio capace di verificare l’inquadramento normativo, la sostenibilità economica e le concrete condizioni necessarie per un eventuale progetto.
La proposta non equivale quindi all’approvazione della stazione di servizio: si tratta di una richiesta di valutazione preliminare.
«Rende ha tutte le potenzialità e le competenze per valutare seriamente questo progetto», sostiene Gallo, indicando nell’iniziativa una possibile misura di sostegno al potere d’acquisto.
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Redazione 4


