Rivolta degli studenti in India: il “Partito delle blatte” fa cadere il ministro dell’Istruzione
Le proteste per le presunte irregolarità nei test universitari costringono alle dimissioni il ministro indiano dell’Istruzione, segnando una vittoria del movimento studentesco.
Le proteste studentesche che per settimane hanno animato New Delhi hanno portato alle dimissioni del ministro indiano dell’Istruzione, Dharmendra Pradhan. La mobilitazione è stata guidata dal movimento giovanile “Cockroach Janta Party”, traducibile come “Partito popolare delle blatte”, nato e cresciuto attorno alla richiesta di responsabilità politica per le presunte irregolarità nel test nazionale di accesso alle facoltà di Medicina.
La crisi era esplosa dopo la presunta diffusione anticipata delle domande dell’esame NEET-UG, sostenuto a maggio da milioni di aspiranti studenti. Il test era stato successivamente annullato e ripetuto, generando forte malcontento tra candidati e famiglie e alimentando una protesta più ampia contro le criticità del sistema educativo e delle selezioni universitarie. La richiesta delle dimissioni del ministro era diventata il punto centrale delle manifestazioni e dei negoziati con il governo.
Il 25 luglio 2026 Pradhan ha comunicato di aver inviato la propria lettera di dimissioni al primo ministro Narendra Modi. Il movimento ha accolto la decisione come una vittoria della mobilitazione studentesca, dopo settimane di presidi e iniziative pubbliche nella capitale.
La vicenda assume un forte rilievo politico e sociale: il ritiro del ministro rappresenta la conseguenza più evidente dello scandalo e apre ora il confronto sulle riforme necessarie per garantire trasparenza, affidabilità e tutela degli studenti nei concorsi nazionali.
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Redazione 2