Sangineto, Antonio Perrotta muore dopo il pestaggio: aveva 32 anni. La Procura cerca risposte nei video
Il giovane di Fuscaldo è deceduto dopo il trasferimento all’ospedale di Cosenza. Gli investigatori stanno ricostruendo le ore dell’aggressione e acquisendo le immagini delle telecamere della zona

SANGINETO – Una notte di violenza si è trasformata in una tragedia. Antonio Perrotta, 32 anni, originario di Fuscaldo, è morto dopo essere rimasto gravemente ferito in seguito a un’aggressione avvenuta a Sangineto nella notte tra l’8 e il 9 agosto.
Il giovane era stato soccorso dopo il pestaggio e accompagnato all’ospedale di Cetraro. Le sue condizioni hanno reso necessario il trasferimento all’Annunziata di Cosenza, dove è stato ricoverato in Rianimazione. Nonostante gli interventi dei sanitari, per lui non c’è stato nulla da fare.
La notizia del decesso ha fatto assumere all’inchiesta un peso ancora più drammatico. Adesso l’obiettivo degli investigatori è ricostruire con precisione ciò che è accaduto quella notte e arrivare all’identificazione delle persone che avrebbero preso parte all'aggressione.
La ricostruzione della notte
Sono ancora numerosi i punti da chiarire. La dinamica del pestaggio non è stata ricostruita in ogni suo dettaglio e gli accertamenti dovranno stabilire dove sia iniziata la violenza, chi fosse presente e cosa abbia preceduto l'aggressione.
Perrotta, secondo le informazioni emerse nelle prime ore dell'indagine, svolgeva attività di sicurezza presso il locale Castello, uno dei punti della movida dell’Alto Tirreno cosentino. Resta tuttavia da verificare ogni eventuale collegamento tra il suo lavoro e quanto accaduto.
Gli investigatori stanno procedendo con cautela, raccogliendo testimonianze e altri elementi utili a delineare il quadro investigativo.
Telecamere al vaglio degli investigatori
Un ruolo importante potrebbe essere svolto dagli impianti di videosorveglianza presenti nell'area. La Procura di Paola ha avviato l'acquisizione delle registrazioni che potrebbero aver immortalato alcuni momenti precedenti o successivi all'aggressione.
Le immagini potrebbero fornire indicazioni sulla presenza di persone e veicoli, sugli spostamenti della vittima e sull'esatta collocazione temporale degli episodi. Saranno gli accertamenti investigativi a stabilire quali elementi potranno essere utilizzati per ricostruire la vicenda.
Al momento non è possibile attribuire responsabilità definitive: eventuali posizioni individuali dovranno essere valutate sulla base degli elementi raccolti dagli investigatori e delle successive determinazioni dell'autorità giudiziaria.
Il dolore della famiglia
La morte del 32enne ha lasciato nel dolore la compagna e il figlio di pochi mesi. Una tragedia che ha colpito profondamente anche la comunità di Fuscaldo e il territorio dell’Alto Tirreno.
Mentre proseguono gli accertamenti, resta ancora senza risposta la domanda centrale dell'inchiesta: cosa è successo realmente nelle ore che hanno preceduto la morte di Antonio Perrotta?
Il cordoglio del sindaco
Sul caso è intervenuto anche il sindaco di Sangineto, Michele Guardia, che ha espresso vicinanza ai familiari della vittima a nome dell'amministrazione e della comunità.
Il primo cittadino ha condannato con fermezza ogni forma di violenza e ha manifestato fiducia nel lavoro della magistratura e delle forze dell'ordine, auspicando che gli accertamenti possano fare piena luce sull'accaduto.
La comunità resta ora in attesa degli sviluppi dell'indagine. Saranno gli elementi raccolti nelle prossime ore, a partire dalle immagini di videosorveglianza e dalle testimonianze, a contribuire alla ricostruzione di una notte culminata nella morte di un giovane di 32 anni.
Written by
lorenza greco


