Staminali “mascherate”, il rigetto perde terreno: la ricerca apre una strada che può cambiare i trapianti
Un gruppo di ricerca ha ottenuto cellule staminali ingegnerizzate capaci di sfuggire agli attacchi del sistema immunitario. Nei test sui topi sono sopravvissute fino alla fine dell’esperimento.
La parola chiave è una sola: rigetto. Da decenni è il grande ostacolo che limita molte applicazioni della medicina rigenerativa. Oggi però la ricerca offre un risultato che potrebbe spostare in avanti il confine delle possibilità. Le cellule staminali rappresentano una delle scommesse più grandi della medicina contemporanea. Il problema, finora, è sempre stato la risposta immunitaria dell’organismo, che riconosce come estraneo ciò che dovrebbe invece riparare o sostituire. Secondo lo studio diffuso oggi, un gruppo guidato da ricercatori di Hong Kong e Toronto ha ottenuto cellule staminali “mascherate” mediante l’aggiunta di più geni. L’obiettivo è renderle meno riconoscibili al sistema immunitario. Nei test sui topi, le cellule ingegnerizzate sono sopravvissute fino al termine dell’esperimento, durato cinque mesi. Se i risultati verranno confermati in fasi ulteriori, si aprirà una prospettiva molto importante per trapianti, terapie rigenerative e trattamento di malattie oggi complesse da affrontare. Anche per i cittadini calabresi la notizia ha valore diretto: ogni passo avanti contro il rigetto significa cure più efficaci, meno complicazioni e speranze più concrete per pazienti e famiglie.
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Redazione 2

