“Stretta sicurezza”: fermo preventivo, regole più dure e scudo per chi difende lo Stato
Il pacchetto sicurezza entra nel dibattito con misure che puntano su prevenzione e deterrenza. Governo: “non spot”. Critiche: “rischio compressione dei diritti”.

La sicurezza torna al centro dell’agenda: il governo presenta un pacchetto che punta a irrigidire strumenti e sanzioni. Tra episodi di violenza urbana, proteste e timori di radicalizzazione, la politica è divisa tra chi invoca più poteri e chi teme un arretramento delle garanzie. La parola chiave è “prevenzione”. Dopo un Consiglio dei ministri dedicato, la Presidente del Consiglio ha rivendicato il nuovo pacchetto come parte di una strategia più ampia, sostenendo che serva un approccio “più duro”. Tra i punti discussi emergono misure di prevenzione e norme contestate, tra cui il fermo preventivo con un perimetro definito: il magistrato viene informato e può disporre il rilascio immediato se mancano condizioni. La linea del governo è che non si tratti di norme “liberticide”, ma di strumenti per impedire escalation di violenza. Il testo alimenta un confronto inevitabile in Parlamento e nel Paese, con possibili correttivi. Sul piano pratico, sarà decisiva l’applicazione: criteri chiari, controlli, tutela degli abusi. In Calabria la sicurezza è anche lotta a criminalità e illegalità diffusa: misure nuove possono aiutare, ma solo se accompagnate da presìdi reali—organici, tribunali funzionanti e servizi sociali—altrimenti restano slogan.
Written by
BRUTTO ALESSANDRO

