SVOLTA HI-TECH O DECLINO: L'APPELLO DI METTA (IIT) PER RADDOPPIARE I FONDI ALLA RICERCA E SALVARE IL PIL
Giorgio Metta, direttore scientifico dell'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), lancia un monito decisivo: per garantire una reale crescita economica, l'Italia deve raddoppiare gli investimenti in ricerca e sviluppo, portando la quota del PIL dall'attuale 1,4% al 3%.
GENOVA / ROMA, 17 giugno 2026 – L'innovazione tecnologica non è un costo, ma il motore indispensabile per la sopravvivenza economica del Paese. In occasione di un importante focus sulle Future Tech, Giorgio Metta, direttore scientifico dell'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), ha lanciato un appello perentorio alla classe politica e industriale: per agganciare una crescita economica solida e duratura, l’Italia deve assolutamente spostare gli investimenti in ricerca e sviluppo dall'attuale 1,4% al 3% del PIL.
Secondo lo scienziato alla guida di uno dei centri di ricerca più prestigiosi al mondo, l'attuale stanziamento italiano sconta un gap competitivo drammatico rispetto alle grandi potenze globali ed europee. Questo divario rischia di condannare il sistema-paese alla marginalità nei mercati emergenti dell'intelligenza artificiale, della robotica avanzata e della transizione ecologica. Raddoppiare la quota di Prodotto Interno Lordo destinata alla scienza significa gettare le basi per la creazione di brevetti, aziende hi-tech e posti di lavoro qualificati.
La proposta dell'IIT punta a scardinare la vecchia logica dei finanziamenti a pioggia, invocando una visione strategica nazionale di lungo termine. Il monito di Metta si configura come un vero e proprio manifesto per il futuro economico: senza un'accelerazione coraggiosa e un forte coordinamento tra pubblico e privato nella ricerca di base e applicata, l'Italia perderà definitivamente il treno della sovranità tecnologica e della competitività industriale globale.
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Redazione 2

