Terremoto alla Corte penale internazionale: gli Stati destituiscono Karim Khan
Gli Stati membri della CPI hanno destituito Karim Khan dopo le accuse di cattiva condotta sessuale, da lui sempre negate; ora si apre la procedura per la nomina del successore.
Gli Stati parte della Corte penale internazionale (CPI) hanno votato per la destituzione di Karim Khan dall’incarico di procuratore capo, a seguito delle accuse di cattiva condotta sessuale formulate nei suoi confronti. La decisione, riferita da fonti diplomatiche, è stata approvata da 82 dei 125 Paesi membri della Corte; 13 Stati avrebbero votato contro e 15 si sarebbero astenuti.
Khan ha sempre respinto le contestazioni, negando qualsiasi comportamento illecito. I suoi legali hanno inoltre criticato il procedimento, definendolo privo di adeguate garanzie, proceduralmente ingiusto e non sostenuto da prove sufficienti. Le accuse riguardano una presunta relazione non consensuale con una collaboratrice dell’ufficio del procuratore e sono state oggetto di un’indagine durata diversi mesi.
La rimozione rappresenta un passaggio di forte rilievo istituzionale per la Corte dell’Aia, chiamata ora ad avviare il processo per la scelta di un nuovo procuratore. La nomina del successore potrebbe tuttavia richiedere tempi lunghi, mentre le funzioni dell’ufficio continueranno a essere assicurate dai procuratori aggiunti.
La destituzione non annulla né modifica automaticamente le indagini, i procedimenti e i mandati di arresto già emessi: tali provvedimenti restano di competenza dei giudici della CPI.
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Redazione 2