Tumore alla prostata, la sopravvivenza cresce del 55% in dieci anni
Negli ultimi dieci anni il numero di uomini vivi dopo una diagnosi di tumore alla prostata è aumentato del 55%. Merito delle nuove terapie e dei progressi nelle diagnosi precoci.

La lotta contro il tumore alla prostata registra segnali sempre più incoraggianti. I progressi della ricerca stanno cambiando la prospettiva di migliaia di pazienti. Il tumore alla prostata è una delle neoplasie più diffuse tra gli uomini. Negli ultimi anni la medicina ha migliorato notevolmente sia la diagnosi precoce sia le terapie disponibili. In Italia il numero di uomini vivi dopo una diagnosi di tumore alla prostata è aumentato del 55% nell’ultimo decennio. I pazienti sopravviventi sono passati da circa 217.000 nel 2014 a 485.000 nel 2024.
Parallelamente, si stima anche una riduzione della mortalità del 7,4% rispetto al periodo 2020-2021. Gli oncologi attribuiscono questi risultati all’introduzione di terapie innovative e a percorsi di cura sempre più personalizzati. Nonostante i progressi, gli specialisti sottolineano l’importanza di migliorare la qualità di vita dei pazienti durante e dopo le cure. L’attenzione non deve concentrarsi solo sull’efficacia terapeutica ma anche sul benessere complessivo. In Calabria la prevenzione resta decisiva. Screening e controlli periodici possono fare la differenza tra diagnosi tardive e interventi tempestivi, migliorando significativamente le possibilità di guarigione.
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Redazione 2

