Tumori, la medicina di precisione avanza ma l’accesso ai test resta disomogeneo
Le nuove tecnologie consentono di individuare alterazioni molecolari e orientare le terapie. In Italia persistono però differenze nell’accesso ai test e ai trattamenti

La medicina di precisione sta modificando l’approccio alla cura dei tumori, ma in Italia l’accesso ai test molecolari e alle terapie mirate non è ancora uniforme. Il tema è stato rilanciato il 1° settembre 2026 da Paola Coco, Medical Affairs Director di BeOne Medicines Italia, che ha indicato nella personalizzazione delle cure una delle trasformazioni più importanti attese nei prossimi anni.
L’obiettivo della medicina di precisione è identificare con maggiore accuratezza le caratteristiche biologiche di un tumore per individuare, quando disponibili, trattamenti indirizzati a specifiche alterazioni molecolari.
Diagnosi e terapie personalizzate
Le tecnologie oggi disponibili consentono di analizzare più dettagliatamente la biologia delle neoplasie. Questo approccio può aiutare gli specialisti a selezionare terapie mirate nei casi in cui siano presenti determinate caratteristiche molecolari.
Il punto critico riguarda però l’accessibilità. Secondo quanto evidenziato nell’analisi pubblicata il 1° settembre, la possibilità di effettuare test molecolari e accedere alle terapie innovative rimane disomogenea sul territorio nazionale.
La medicina di precisione, quindi, non riguarda soltanto lo sviluppo di nuove tecnologie e farmaci. La loro effettiva utilità per i pazienti dipende anche dalla possibilità di individuare correttamente le alterazioni che possono orientare la scelta terapeutica e dalla disponibilità dei percorsi necessari.
Il tema assume particolare rilievo nel campo dell’oncologia, dove la ricerca sta progressivamente spostando l’attenzione da una classificazione generale della malattia verso una caratterizzazione sempre più dettagliata del singolo tumore.
La prospettiva indicata dagli esperti è quella di estendere questo modello a un numero crescente di pazienti. Perché ciò avvenga, però, sarà necessario affrontare anche le differenze nell’accesso alla diagnostica molecolare e alle terapie.
La medicina personalizzata rappresenta dunque una frontiera importante della ricerca oncologica, ma il suo sviluppo pone anche una questione di equità: trasformare le innovazioni scientifiche in opportunità realmente accessibili ai pazienti, indipendentemente dal luogo in cui vengono curati.
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Redazione 2


