Vibo Marina, l’autopsia: fatale il grave trauma alla testa di Domenico Campana
I primi risultati dell’esame medico-legale indicano nelle profonde lesioni craniche la principale causa della morte. Gli altri giovani coinvolti nella collisione sono fuori pericolo. La Procura indaga per ricostruire la dinamica dello scontro.

VIBO MARINA – Sarebbero state le profonde lesioni riportate alla testa a causare la morte di Domenico Campana, il giovane di Mirto Crosia coinvolto nell’incidente nautico avvenuto il 14 agosto nei pressi dell’imboccatura del porto di Vibo Marina. È quanto sarebbe emerso, in via preliminare, dall’autopsia eseguita a Catanzaro.
L’esame medico-legale è stato condotto dalla professoressa Isabella Aquila e dal dottore Domenico Matteo Sacco, incaricati dalla Procura di Vibo Valentia. Alle operazioni hanno partecipato anche i consulenti nominati dalla famiglia della vittima e dalla difesa della persona indagata.
Le prime indicazioni dell’autopsia
Secondo i primi elementi emersi, la profonda lacerazione alla testa, ritenuta compatibile con il contatto con lo scafo del gommone, avrebbe avuto un ruolo determinante nel decesso. Meno decisive sarebbero risultate le lesioni riportate al fianco sinistro.
Si tratta comunque di valutazioni preliminari: per avere un quadro medico-legale completo sarà necessario attendere il deposito della relazione definitiva, previsto nelle prossime settimane.
Le condizioni degli altri feriti
Campana si trovava sul lato sinistro di una piccola imbarcazione in vetroresina, noleggiata insieme a un gruppo di amici, quando si è verificato il violento impatto con un gommone.
Gli altri giovani rimasti coinvolti sarebbero fuori pericolo. Uno dei feriti, tuttavia, avrebbe riportato conseguenze particolarmente serie e sarebbe stato sottoposto a un intervento chirurgico con l’asportazione della milza. Un’altra giovane avrebbe riportato diverse fratture.
Proseguono le indagini
L’inchiesta è coordinata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia. Nel registro degli indagati risulta iscritto il conducente del gommone, nell’ambito di un procedimento per omicidio nautico. L’iscrizione rappresenta un atto dovuto a garanzia dell’indagato e non costituisce un accertamento di responsabilità.
Gli investigatori della Capitaneria di porto di Vibo Marina stanno ricostruendo le fasi precedenti alla collisione, le traiettorie seguite dai due natanti e le condizioni nelle quali si è verificato l’impatto. Entrambe le imbarcazioni sono state sottoposte a sequestro.
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Redazione


