Apertura all’Iran, ma con deterrenza: parole distensive e postura militare sullo sfondo
Trump auspica un accordo con Teheran, richiamando però la presenza militare Usa nell’area. La geopolitica torna a pesare su mercati e stabilità regionale.

Un segnale di distensione, accompagnato dalla deterrenza: Donald Trump dichiara di sperare in un accordo con l’Iran, ma nello stesso tempo richiama la presenza di asset militari statunitensi nell’area.
Il dossier Iran incide su sicurezza del Medio Oriente, rotte marittime e prezzi dell’energia. Ogni variazione di tono – più duro o più conciliante – può muovere mercati e posizionamenti internazionali, con effetti immediati su petrolio e commercio. Trump ha espresso pubblicamente l’auspicio di raggiungere un accordo con Teheran. Parallelamente, ha sottolineato la presenza di grandi navi statunitensi “molto vicine” nell’area, richiamando la dimensione militare come elemento di pressione e deterrenza. Il messaggio complessivo unisce apertura negoziale e postura di forza. Resta da capire se alle parole seguiranno canali diplomatici concreti e quali condizioni verranno poste. Un eventuale percorso negoziale potrebbe incidere sul regime di sanzioni e sulla stabilità regionale; al contrario, un irrigidimento alimenterebbe nuove tensioni con effetti economici globali. Quando il petrolio oscilla, oscillano anche trasporti e prezzi. In Calabria, dove logistica e mobilità pesano sulla spesa quotidiana, la geopolitica non resta in TV: arriva ai distributori e sugli scontrini, soprattutto nelle aree interne.
Written by
BRUTTO ALESSANDRO


