Washington, Kennedy Center chiude due anni: restyling da 200 milioni e polemiche
Annunciata la chiusura del grande centro culturale per lavori. Programmazione da ripensare e discussione politica sul progetto e sulle scelte di governance.

Cultura e politica si intrecciano negli Stati Uniti: il Kennedy Center di Washington chiude per due anni per una ristrutturazione annunciata come strategica, con un investimento indicato nell’ordine di 200 milioni. I grandi poli culturali non sono solo luoghi di spettacolo: generano turismo, lavoro, indotto. Una chiusura lunga impatta su artisti, maestranze e pubblico, e richiede alternative per garantire continuità alla programmazione. Quando poi la decisione assume un tono politico, la discussione si allarga ai simboli culturali nazionali. È stata annunciata la chiusura del centro per due anni per lavori di restyling, con un costo indicato di circa 200 milioni. L’annuncio ha innescato reazioni e interrogativi sul destino degli eventi e sulle modalità con cui verranno riorganizzati spettacoli e attività durante la chiusura. Si apre una fase complessa: riprogrammare stagioni, spostare produzioni, salvaguardare contratti e continuità economica delle filiere artistiche. La discussione pubblica potrebbe concentrarsi su priorità di spesa, trasparenza e governance. Anche al Sud, dove spesso mancano infrastrutture culturali forti, la notizia ricorda una lezione: investire in luoghi della cultura significa investire in lavoro e indotto. Un tema che riguarda anche la Calabria, tra teatri, festival e turismo culturale da valorizzare.
Written by
BRUTTO ALESSANDRO


