Benzina, il taglio che non basta: il governo compra un altro mese contro l’incendio dei prezzi
Il taglio delle accise viene prorogato fino al 1° maggio insieme ad altri interventi per agricoltura, pesca e imprese esportatrici. Ma il provvedimento divide: per il governo è una necessità, per i consumatori un tampone troppo corto.
Il prezzo dei carburanti resta uno dei luoghi in cui la politica incontra più brutalmente la vita reale. Non c’è mediazione: ogni centesimo si vede, si sente, si paga. Per questo la decisione di prorogare ancora il taglio delle accise non è un semplice atto tecnico. È la risposta di un governo che prova a guadagnare tempo in mezzo a una crisi energetica che continua a bruciare fiducia, redditi e margini produttivi. Negli ultimi mesi il rincaro di benzina e gasolio è tornato a pesare su famiglie, autotrasporto, agricoltura e filiere locali. In un quadro segnato dalle tensioni internazionali, l’esecutivo sceglie ancora una volta la strada dell’intervento tampone. Non è una soluzione strutturale, ma un tentativo di contenimento. Ed è proprio questo il punto: la misura non punta a risolvere il problema, ma a evitare che peggiori troppo in fretta. Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi un nuovo decreto che proroga fino al 1° maggio il taglio di 20 centesimi al litro delle accise sui carburanti, che con l’effetto Iva si traduce in un risparmio finale di 24,4 centesimi. La proroga costa 500 milioni di euro, finanziati con risorse provenienti dalla tassazione Ets e dall’aumento dell’Iva. Sono stati prorogati anche i crediti d’imposta sul gasolio per tir e pescherecci e l’intervento è stato esteso all’agricoltura. Nel provvedimento entrano inoltre aiuti alle imprese esportatrici colpite dalla crisi energetica. Il problema è che i provvedimenti brevi reggono male shock lunghi. Le associazioni dei consumatori giudicano il taglio insufficiente, mentre alcuni settori produttivi lo considerano utile ma non risolutivo. Il vero test sarà capire cosa accadrà a maggio, quando il mercato potrebbe presentare un conto ancora più pesante se il quadro internazionale non si stabilizza. Questa notizia interessa i cittadini calabresi perché in una regione dove mobilità privata, logistica, agricoltura e trasporti pesano più che altrove, il costo del carburante si riflette subito sulla vita quotidiana. Non riguarda solo chi fa benzina: riguarda la spesa, i collegamenti, i costi delle imprese e la tenuta economica di un territorio già esposto.
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Redazione 2
