Calabria sfida gli Stati Uniti: i medici cubani resteranno nonostante le pressioni
La Regione Calabria conferma la presenza dei medici cubani nel sistema sanitario locale, rifiutando le pressioni diplomatiche statunitensi. La decisione mira a sostenere ospedali e pronto soccorso gravemente carenti di personale medico.

La sanità calabrese torna al centro di un caso internazionale: la Regione difende la presenza di medici cubani nei suoi ospedali, pur di fronte alle pressioni esercitate dagli Stati Uniti per interrompere la collaborazione. L’iniziativa, cruciale per garantire l’operatività dei reparti, evidenzia le difficoltà strutturali del sistema sanitario locale. Negli ultimi anni la Calabria ha sofferto una cronica carenza di personale sanitario qualificato, con conseguenti criticità nel funzionamento di pronto soccorso e reparti ospedalieri. Per mitigare questa situazione, la Regione ha attivato un accordo con Cuba che ha portato in loco circa 400 medici, contribuendo a sostenere un servizio sanitario altrimenti in grave difficoltà. Nei giorni scorsi rappresentanti degli Stati Uniti hanno manifestato l’intenzione di porre fine al programma di cooperazione sanitaria con Cuba, criticato da Washington nell’ambito di una più ampia politica estera verso l’isola. Tuttavia, il presidente della Regione Calabria ha confermato che i medici cubani già operativi “resteranno anche nei prossimi anni” per garantire il diritto alla cura dei cittadini. Contestualmente, la Regione ha avviato una manifestazione di interesse per attrarre medici da altri Paesi, compresi membri dell’Unione Europea e professionisti extra-UE non legati alla missione cubana. La decisione calabrese potrebbe avere ricadute politiche e diplomatiche più ampie, in quanto tocca rapporti bilaterali e dinamiche di reclutamento globale del personale medico. Allo stesso tempo, rappresenta un’importante misura di contenimento per una sanità regionale messa a dura prova dalla carenza di camici bianchi. Per i cittadini calabresi, questa scelta ha un impatto diretto: mantenere attivi i servizi di emergenza e cura è fondamentale per la qualità della vita quotidiana. La vicenda sottolinea, inoltre, l’importanza di strategie a lungo termine per risolvere strutturalmente la carenza di personale sanitario nella regione.
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Redazione 2


