Calabria sostenibile, la rivoluzione parte dal basso: piccole imprese protagoniste del futuro verde
La transizione sostenibile della Calabria passa dalle piccole imprese, chiamate a guidare innovazione, riqualificazione edilizia, occupazione e tutela del territorio.
La transizione ecologica e digitale della Calabria passa in larga parte dalle micro e piccole imprese, protagoniste di un sistema produttivo capace di coniugare innovazione, occupazione e tutela del territorio. È quanto emerge dal report dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Imprese Calabria, presentato nell’ambito del Forum nazionale sulla sostenibilità.
Lo studio evidenzia criticità strutturali significative: il 67,9% delle abitazioni regionali è stato costruito prima del 1980 e il 56,3% degli edifici appartiene alle classi energetiche meno efficienti. A ciò si aggiungono il rischio idrogeologico e la vetustà del parco automobilistico, con il 73,4% delle vetture che supera i dieci anni e una diffusione delle auto elettriche ferma allo 0,30%.
In questo scenario, l’artigianato assume un ruolo strategico. In Calabria operano 23.148 imprese impegnate nella cura e protezione del territorio, 2.416 nella filiera delle energie rinnovabili, 5.551 nell’economia circolare e 6.832 nell’automotive. Le micro e piccole imprese generano inoltre l’83% della domanda di lavoro regionale e, nel 69% dei casi, hanno investito nell’innovazione digitale durante il 2025.
Secondo Confartigianato, queste realtà rappresentano una risorsa decisiva per riqualificare gli edifici, rafforzare la prevenzione, sostenere la mobilità sostenibile e mantenere vivi centri urbani e aree interne. La sfida ora è accompagnarne l’impegno con politiche lungimiranti, procedure più semplici e investimenti mirati, trasformando la sostenibilità in un’opportunità concreta di crescita e competitività.
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Redazione 2