Case di Comunità, la sfida decisiva: Schillaci rilancia la sanità territoriale
Schillaci rilancia la riforma delle Case di Comunità, puntando su medicina territoriale, medici di famiglia e servizi più vicini ai cittadini.
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, si è detto fiducioso sulla possibilità di trovare una sintesi condivisa in merito alla riforma delle Case di Comunità, considerate uno snodo centrale per il futuro della sanità territoriale italiana. L’obiettivo del progetto è ridisegnare l’assistenza di prossimità, rendendo queste strutture il cuore di un sistema capace di offrire servizi continuativi ai cittadini e di alleggerire la pressione sui Pronto soccorso.
La riforma prevede un modello basato su un “doppio canale” per i medici di famiglia, che potranno scegliere tra il rapporto convenzionato e la dipendenza dal Servizio sanitario nazionale per funzioni più strutturate all’interno delle Case di Comunità. Un punto che ha generato critiche da parte di sindacati, Ordine dei medici, forze politiche di maggioranza e opposizione, soprattutto sul tema del confronto e della tipologia contrattuale.
Schillaci ha definito il coinvolgimento dei medici di famiglia una rivoluzione necessaria, sottolineando l’importanza di una medicina territoriale moderna, organizzata in équipe e supportata da tecnologia e innovazione. Le Case di Comunità dovrebbero accogliere anche specialisti, infermieri e fisioterapisti, con presenze h12 o h24 a seconda della struttura. Restano però aperti i nodi legati a personale, risorse e piena operatività.
Written by
Redazione 2