Colombia, salvi gli ippopotami di Escobar: stop agli abbattimenti, si riapre la sfida ambientale
La Colombia ferma il piano di abbattimento degli ippopotami di Escobar e punta su sterilizzazione e trasferimenti, nonostante l’allarme degli esperti ambientali.
La Colombia cambia rotta sulla gestione degli ippopotami introdotti negli anni Ottanta dal narcotrafficante Pablo Escobar. Fabio Arjona, indicato come futuro ministro dell’Ambiente dal presidente eletto Abelardo de la Espriella, ha escluso il ricorso all’abbattimento, mettendo in discussione il programma approvato dal governo uscente di Gustavo Petro. Secondo Arjona, il controllo letale non rappresenta una soluzione adeguata e dovrebbe essere sostituito da interventi alternativi, tra cui la sterilizzazione e il trasferimento degli animali in strutture idonee.
La decisione ha tuttavia suscitato forti perplessità tra biologi ed enti ambientali. Gli esperti temono che l’eliminazione di uno degli strumenti previsti possa favorire un’ulteriore crescita della popolazione, attualmente stimata tra 280 e 300 esemplari. Gli ippopotami, classificati come specie invasiva, continuano infatti a espandersi lungo il bacino del fiume Magdalena, alterando gli ecosistemi e aumentando i potenziali rischi per le comunità locali.
Il piano predisposto nel 2026 prevedeva l’abbattimento di circa 80 animali ogni anno, con l’obiettivo di impedire che la popolazione raggiungesse quota mille entro il 2035. Le precedenti iniziative di sterilizzazione e trasferimento hanno ottenuto risultati limitati, anche a causa delle difficoltà logistiche e dei costi elevati. La nuova linea politica riapre quindi il confronto tra tutela degli animali, sicurezza pubblica e conservazione della biodiversità colombiana.
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Redazione 2
