Dal tubo catodico all’IA: la tv italiana scopre che il suo vero futuro è la memoria che sa mutare
Un nuovo saggio racconta l’evoluzione della televisione italiana fino alla soglia dell’intelligenza artificiale. Il punto più interessante non è nostalgico: è l’idea che la tv non muoia, ma continui a espandersi in forme transmediali sempre più ibride.

La televisione è uno dei pochi oggetti culturali che tutti dichiarano superato e che, puntualmente, torna a occupare il centro. Cambiano schermi, linguaggi, piattaforme, ma il bisogno di un racconto condiviso resta. È questo il cuore del libro che torna oggi a interrogare la storia della tv italiana fino alla soglia dell’intelligenza artificiale. Da anni la televisione vive una trasformazione che non coincide con una semplice perdita di centralità. Piuttosto, si distribuisce su più piattaforme, si lascia invadere dai social, si trasforma in esperienza estesa, vive di meme, anticipazioni, commenti in tempo reale. Il volume racconta l’evoluzione del mezzo “dal tubo catodico all’IA”, con un focus sulla capacità della televisione di restare un rito condiviso proprio grazie alla sua trasformazione transmediale. Tra gli esempi evocati c’è il caso di Sanremo, ormai modello emblematico di tv espansa, distribuita su più tempi, spazi e linguaggi. Il punto più forte è che l’IA viene vista non come rottura assoluta, ma come prossimo passaggio di una lunga metamorfosi. La tv, in questa lettura, non scompare: cambia pelle e invade altri ambienti. La notizia interessa i cittadini calabresi perché nei territori dove la televisione resta ancora un grande collante familiare e sociale, capire come il mezzo stia cambiando significa capire anche come cambiano memoria collettiva, consumo culturale e rapporto con i nuovi media.
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Redazione 2