I giovani si informano guardando: Instagram, YouTube e TikTok hanno ormai spostato il baricentro delle notizie
Tra i 18 e i 24 anni, le piattaforme visuali hanno superato i siti di news come canale principale di informazione. È una svolta che riguarda non solo il mercato dei media, ma il modo stesso in cui una generazione costruisce la propria idea di realtà.
L’informazione non cambia soltanto quando si modifica ciò che viene raccontato, ma quando cambia il luogo in cui il racconto viene incontrato. È questo il vero significato del rapporto tra giovani e notizie emerso di recente: il punto di accesso principale non è più il sito giornalistico, ma la piattaforma visiva. Le notizie, per una generazione intera, arrivano sempre più come contenuti immersi nel flusso sociale quotidiano. Per anni i media tradizionali hanno pensato ai social come a strumenti di rilancio del proprio contenuto. Oggi la gerarchia si è rovesciata: per molti utenti i social non sono il veicolo, ma il luogo originario dell’incontro con l’informazione. Questo cambia il modo di leggere, selezionare, ricordare e perfino credere a ciò che si vede. Il problema, quindi, non è solo distributivo: è culturale. In un’analisi svolta su nove Paesi e concentrata sulla fascia 18-24 anni, emerge che il 39% dei giovani si informa sui social, contro il 24% che usa siti di news e il 21% che si informa tramite la televisione. Le piattaforme più usate in questa fascia per accedere alle notizie sono Instagram (30%), YouTube (23%), TikTok (22%) e X (20%). Il dato mostra una chiara prevalenza dell’informazione “social first” e visiva. Questa trasformazione costringe editori, insegnanti e famiglie a ripensare l’alfabetizzazione informativa. Se la notizia arriva nel flusso di reel, shorts e feed algoritmici, allora il problema non è solo produrre buon giornalismo, ma renderlo riconoscibile, leggibile e credibile in ambienti dove tutto compete per pochi secondi di attenzione. Questa notizia interessa i cittadini calabresi perché nelle aree dove il rapporto con i media tradizionali è già meno forte, i social rischiano di diventare ancora più rapidamente l’unico spazio informativo dei più giovani. Capire questo spostamento è essenziale per difendere qualità del dibattito pubblico, senso critico e formazione civica anche nei territori più periferici.
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Redazione 2
