Diabete di tipo 1, cellule “invisibili” al sistema immunitario: verso una terapia senza immunosoppressori
Cellule pancreatiche geneticamente modificate producono insulina per oltre un anno senza immunosoppressori: primi risultati promettenti contro il diabete di tipo 1.
Una nuova sperimentazione sull’uomo apre prospettive rilevanti per il trattamento del diabete di tipo 1 attraverso il trapianto di cellule produttrici di insulina modificate per sfuggire all’attacco del sistema immunitario. Lo studio, presentato all’Annual Meeting 2026 dell’International Society for Stem Cell Research, affronta uno dei principali ostacoli delle terapie cellulari: il rigetto, che rende normalmente necessaria l’assunzione prolungata di farmaci immunosoppressori.
Le cosiddette cellule ipoimmuni sono isole pancreatiche geneticamente riprogrammate per risultare meno riconoscibili alle difese dell’organismo. Nel primo partecipante trattato, affetto da diabete di tipo 1 da lungo tempo, le cellule sono state impiantate nel muscolo dell’avambraccio e hanno continuato a sopravvivere e produrre insulina per almeno 14 mesi, senza immunosoppressione cronica. La loro attività è stata verificata misurando il peptide C, indicatore della produzione naturale di insulina, e mediante esami di imaging.
Il paziente deve tuttavia continuare a somministrarsi insulina, poiché la quantità di cellule trapiantate era volutamente ridotta: l’obiettivo iniziale era valutare sicurezza, sopravvivenza e funzionalità dell’impianto, non ottenere l’indipendenza terapeutica.
I risultati rappresentano quindi una prova di principio promettente, ma non ancora una cura disponibile. Saranno necessari studi clinici più ampi per verificarne efficacia, durata, sicurezza e possibilità di produzione su larga scala.
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Redazione 2
