Editori in allarme: “con l’IA il traffico dei siti può crollare del 43%”
Un’indagine tra leader digitali prevede un forte calo del traffico verso i siti per effetto delle risposte generate dall’IA. In gioco: pubblicità, abbonamenti e sostenibilità dell’informazione.

La notizia non riguarda solo la tecnologia: riguarda il modello economico dell’informazione. Se l’utente riceve risposte “pronte” dall’IA, i clic ai siti potrebbero diminuire drasticamente. Negli ultimi anni, motori di ricerca e social hanno già ridotto la quota di traffico diretto. Ora le interfacce conversazionali promettono di “riassumere” contenuti senza far uscire l’utente dall’app. Secondo un sondaggio condotto su 280 leader digitali in 51 Paesi, nei prossimi tre anni il traffico internet dei siti potrebbe diminuire del 43% a causa dell’intelligenza artificiale. Nel quadro vengono citati anche dati di analisi secondo cui il traffico proveniente da Google verso un ampio campione di siti sarebbe già calato in modo marcato nell’ultimo anno. Gli editori valutano contromosse: paywall più intelligenti, newsletter, community, accordi di licensing, e un maggiore presidio di contenuti originali. Ma il tema centrale resta la redistribuzione del valore: chi “incassa” quando l’utente non visita più la fonte? Per una regione dove l’informazione locale è essenziale su sanità, trasporti e lavoro, la sostenibilità dei siti è un tema civico: meno risorse all’editoria significa meno presidio del territorio e più spazio a rumore e disinformazione.
Written by
BRUTTO ALESSANDRO
