Electrolux, esplode la protesta: sciopero nazionale e presidio al Ministero contro i 1.700 esuberi
Fim, Fiom e Uilm proclamano uno sciopero nazionale di otto ore per il 25 maggio negli stabilimenti Electrolux, con presidio davanti al Ministero delle Imprese e del Made in Italy contro il piano di ristrutturazione e i 1.700 esuberi annunciati.
Si intensifica la mobilitazione sindacale contro il piano di ristrutturazione annunciato da Electrolux, che prevede circa 1.700 esuberi in Italia e interventi che coinvolgono diversi stabilimenti produttivi del gruppo. I sindacati metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm hanno infatti proclamato per il 25 maggio uno sciopero nazionale di otto ore in tutti i siti italiani dell’azienda, accompagnato da un presidio davanti al Ministero delle Imprese e del Made in Italy a Roma.
La decisione è stata assunta al termine del coordinamento nazionale delle organizzazioni sindacali, che ha confermato la prosecuzione dello stato di agitazione permanente già avviato nei giorni scorsi attraverso scioperi articolati, presidi territoriali e il blocco dello straordinario e delle flessibilità produttive. Le sigle sindacali contestano duramente il piano industriale della multinazionale, giudicato insostenibile dal punto di vista occupazionale e industriale.
Particolarmente critica la situazione dello stabilimento di Cerreto d’Esi, nelle Marche, interessato da ipotesi di chiusura e già teatro di proteste e assemblee dei lavoratori. Il tavolo convocato al Ministero il 25 maggio rappresenterà un passaggio decisivo per il futuro della vertenza, con l’obiettivo di aprire un confronto tra azienda, sindacati e istituzioni per salvaguardare occupazione, produzioni e competitività industriale del gruppo in Italia.
Written by
Redazione 2