Gaza, la diplomazia torna al centro ma lo scontro resta aperto
Netanyahu respinge il piano sostenuto da Trump: Israele non intende lasciare Gaza senza il disarmo di Hamas. Sullo sfondo resta il tentativo di riaprire uno spazio per i negoziati

Il dossier Gaza torna al centro della politica internazionale mentre la diplomazia americana cerca una via d’uscita a una crisi che continua a dividere gli alleati e a rendere incerto il futuro della Striscia.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha respinto il documento in 15 punti sostenuto dall’amministrazione Trump, ribadendo che Israele non accetterà un ritiro da Gaza senza il disarmo di Hamas. La posizione israeliana rappresenta un ostacolo significativo per il piano americano e apre nuovi interrogativi sulla possibilità di trasformare le proposte diplomatiche in un accordo concreto. citeturn0news30turn0search24
La questione non riguarda soltanto la fine delle operazioni militari. Al centro del confronto ci sono soprattutto il controllo della Striscia, il futuro della popolazione palestinese, la sicurezza israeliana e la possibilità di costruire un nuovo assetto politico dopo il conflitto.
Washington si trova quindi davanti a una sfida complessa: convincere Israele ad accettare un percorso politico e, contemporaneamente, mantenere aperto il dialogo con le parti coinvolte.
La vicenda conferma quanto sia fragile l'equilibrio mediorientale. Ogni ipotesi di tregua deve infatti fare i conti con condizioni politiche e di sicurezza difficili da conciliare.
Il nodo resta dunque quello del “giorno dopo”. Chi governerà Gaza? Quale ruolo avranno Hamas, l’Autorità palestinese e gli altri attori regionali? E soprattutto, quali garanzie saranno in grado di offrire Stati Uniti e comunità internazionale?
Sono interrogativi ai quali la diplomazia dovrà trovare una risposta. Per ora, però, il confronto resta aperto e la distanza tra le posizioni continua a essere ampia.
Written by
lorenza greco


