Guerra e hacker, la “strategia del caos” corre online: oltre 600 attacchi cyber in sette giorni
Nel pieno del conflitto mediorientale vengono rivendicati oltre 600 attacchi cyber in una settimana. Coinvolti 47 attori e 11 Paesi colpiti.

Le guerre moderne si combattono anche senza esplosioni visibili. A volte passano per blackout informatici, intrusioni, rivendicazioni online e sabotaggi digitali capaci di colpire più Paesi nello stesso momento. Il cyberspazio è ormai il secondo fronte di ogni grande crisi. Quando la tensione militare cresce, aumenta quasi sempre anche la pressione sui sistemi digitali, dalle reti alle comunicazioni fino ai servizi più sensibili. L’analisi diffusa oggi parla di oltre 600 attacchi cyber rivendicati in sette giorni durante i giorni del conflitto, con 47 attori coinvolti e 11 Paesi colpiti. In alcune giornate si sono superate 50 rivendicazioni quotidiane, nonostante la connettività internet iraniana fosse fortemente ridotta. Il dato conferma una tendenza netta: la guerra digitale non accompagna più il conflitto, ne fa parte. E allarga il raggio della crisi molto oltre i confini geografici del fronte armato. Per i lettori calabresi questa è una notizia fortissima perché mostra come la guerra tocchi ormai anche il mondo invisibile delle reti. E quando i sistemi digitali vengono colpiti, nessun territorio può dirsi davvero lontano.
Written by
Redazione 2

