I borghi calabresi provano a uscire dall’angolo: la partita politica ora si sposta fino al Senato
Dalla Cittadella regionale parte un’iniziativa che vuole portare lo spopolamento dei borghi calabresi al centro dell’agenda nazionale. Obiettivo: smettere di rincorrere emergenze e imporre una strategia vera su servizi, infrastrutture e lavoro.
La Calabria dei borghi torna a chiedere spazio politico vero, non semplice attenzione occasionale. E lo fa con un’operazione che punta in alto: portare il tema delle aree interne, dello spopolamento e della sopravvivenza dei piccoli centri dentro una sede nazionale autorevole, trasformando una sofferenza territoriale in una questione politica strutturale. I borghi calabresi sono da anni stretti tra perdita di popolazione, servizi ridotti, collegamenti fragili e fuga dei giovani. Il problema non è solo sociale o demografico: è politico nel senso più pieno del termine, perché riguarda la capacità delle istituzioni di decidere dove investire, cosa salvare e quale idea di territorio costruire. Per questo il passaggio compiuto oggi non va letto come semplice annuncio, ma come tentativo di cambiare scala al dibattito. Alla Cittadella regionale di Catanzaro è stato presentato il convegno nazionale “Borghi di Calabria in ascolto - Dialoghi per una nuova agenda territoriale”, in programma il 1° aprile al Senato. L’iniziativa è promossa dalla senatrice Clotilde Minasi, che ha definito i borghi una componente essenziale dell’identità territoriale, culturale e sociale calabrese. Nel corso della presentazione, l’assessore regionale Gianluca Gallo, intervenuto da remoto, ha proposto anche un tavolo nazionale sulle politiche agricole per le aree interne, con l’obiettivo di sostenere investimenti, startup e imprese agricole nei piccoli centri. Tra le criticità indicate figurano spopolamento, carenza di servizi, difficoltà infrastrutturali e abbandono giovanile. Se il tema riuscirà davvero a entrare in una cornice nazionale, la Calabria potrebbe ottenere un vantaggio politico importante: non più misure episodiche, ma una discussione su programmazione, servizi e permanenza nei territori. Il punto chiave sarà capire se alle parole seguiranno strumenti operativi e risorse mirate. Per i cittadini calabresi questa è una notizia centrale, perché riguarda il destino di una parte enorme della regione. Quando un borgo perde scuola, trasporti, lavoro e giovani, perde futuro. E quando la politica decide finalmente di portare quel problema dove si prendono decisioni nazionali, allora la questione smette di essere folklore territoriale e diventa una battaglia per restare vivi.
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Redazione 2

