Reggio, l’inchiesta che aveva travolto la politica si sgonfia: archiviate le posizioni di diversi esponenti pubblici
L’inchiesta “Ducale”, che aveva fatto tremare la politica reggina, segna oggi una svolta pesante: il giudice accoglie la richiesta di archiviazione per diversi esponenti politici accusati di scambio elettorale politico-mafioso. Una decisione che riapre partite personali e pubbliche.

Per quasi due anni quella vicenda ha gettato un’ombra lunga sulla politica reggina. Nomi pesanti, accuse gravissime, richiesta di arresti, sospetti capaci di cambiare clima e linguaggio del confronto pubblico. Oggi l’inchiesta “Ducale” torna a scuotere il territorio, ma in direzione opposta: con una decisione che ridisegna la posizione di diversi esponenti politici coinvolti. Quando un’indagine per scambio elettorale politico-mafioso tocca amministratori, ex sindaci, consiglieri e figure con forte esposizione pubblica, il suo impatto supera il piano giudiziario. Cambiano gli equilibri dei partiti, si incrinano fiducia e reputazioni, si bloccano carriere e si altera il contesto della competizione politica. A Reggio Calabria era accaduto proprio questo. Il gup di Reggio Calabria ha accolto la richiesta di archiviazione formulata dalla Procura per diversi esponenti politici coinvolti nell’inchiesta “Ducale”, nata attorno alla cosca Araniti. Tra le posizioni archiviate figurano quelle dell’ex consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giuseppe Neri, del consigliere comunale del Pd Giuseppe Sera, dell’ex sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, oggi consigliere regionale, dell’attuale sindaco facente funzioni e candidato del centrosinistra alle prossime comunali Domenico Donato Battaglia, del consigliere Mario Cardia e dell’ex senatore Giovanni Emanuele Bilardi. La parte principale dell’indagine, riferita ad altri imputati, segue un percorso separato dopo la richiesta di rinvio a giudizio presentata nell’aprile 2025. Politicamente, la decisione pesa moltissimo. Restituisce agibilità a figure che erano rimaste esposte a una nube giudiziaria pesante e riapre scenari nei partiti e nel dibattito cittadino. Allo stesso tempo non cancella il segno lasciato da una vicenda che ha inciso profondamente sul clima pubblico di Reggio. Per i cittadini calabresi interessa perché tocca il rapporto più delicato di tutti: quello tra politica, giustizia e fiducia nelle istituzioni. A Reggio Calabria ogni passaggio giudiziario che coinvolge il ceto dirigente ha effetti diretti sulla credibilità della vita pubblica. E quando un capitolo così pesante si chiude per alcuni protagonisti, il territorio è costretto a rileggere tutto.
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Redazione 2
