Il G7 si prepara allo shock energetico: pronte anche le scorte se la crisi peggiora
I ministri delle Finanze del G7 alzano il livello di allerta sul fronte energia. Nel comunicato diffuso oggi si apre anche all’ipotesi di svincolare le scorte per sostenere l’approvvigionamento globale.

Le guerre scuotono i mercati molto prima di arrivare ai tavoli dei consumatori. Il G7 lo sa bene e oggi ha messo nero su bianco un messaggio che pesa: se la crisi in Medio Oriente dovesse aggravarsi, potrebbero scattare misure straordinarie sul fronte energetico. Il nodo è sempre lo stesso: quando si alza la tensione nell’area più sensibile per petrolio e rotte marittime, l’effetto arriva in fretta su prezzi, inflazione, trasporti e imprese. Per questo il G7 ha discusso il conflitto e le sue ricadute economiche insieme ai vertici di Fondo monetario, Banca mondiale, Ocse e Agenzia internazionale dell’energia. Nel comunicato diffuso oggi, i ministri delle Finanze del G7 hanno spiegato che continueranno a monitorare attentamente la situazione e gli sviluppi nei mercati energetici. Hanno inoltre dichiarato di essere pronti ad adottare misure necessarie per sostenere l’approvvigionamento globale, citando esplicitamente anche lo svincolo delle scorte. Il messaggio punta a calmare i mercati, ma certifica anche che il rischio è preso molto sul serio. Se la crisi proseguisse, i primi effetti concreti potrebbero arrivare sui costi dell’energia e quindi sui prezzi al consumo. Per la Calabria, regione dove famiglie, trasporti, agricoltura e piccole imprese sono molto esposte ai rincari, questo passaggio conta eccome. Quando il G7 parla di scorte, significa che la tensione internazionale è già entrata nel conto economico quotidiano.
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Redazione 2
