In Perù torna il fantasma più divisivo: Fujimori davanti a tutti a una settimana dal voto
A sette giorni dalle presidenziali in Perù, Keiko Fujimori viene indicata in testa. È una notizia che pesa perché riporta al centro una figura capace di spaccare il Paese tra memoria, paura, ordine e nostalgia del potere forte.
In America Latina ci sono nomi che non appartengono soltanto alla politica, ma alla memoria emotiva dei Paesi. Fujimori è uno di questi. Quando torna in testa in un sondaggio o nella corsa elettorale, non riappare solo una candidata: riemerge un intero passato fatto di ordine, divisioni, autoritarismo e promesse di stabilità. Il Perù arriva a queste elezioni in un clima segnato da sfiducia istituzionale, instabilità e domanda di leadership forte. In questo quadro, una candidatura capace di evocare insieme sicurezza e ferite storiche torna ad avere una forza che va oltre il programma. È anche una questione identitaria. A una settimana dalle elezioni presidenziali in Perù, Keiko Fujimori viene indicata in testa. L’aggiornamento arriva nel quadro delle ultime ore di campagna e segnala un consolidamento del suo peso in una corsa ancora molto osservata anche fuori dai confini nazionali. Se questo vantaggio dovesse tenere, il Perù potrebbe trovarsi di fronte a un ritorno simbolico molto potente. Non si tratterebbe solo di un esito elettorale, ma della riapertura di un confronto irrisolto tra bisogno di ordine e paura di un passato che continua a dividere La notizia interessa i cittadini calabresi perché ciò che accade in America Latina conta anche per chi guarda da lontano. Le democrazie fragili, le leadership personalistiche e il richiamo dell’uomo forte non sono fenomeni regionali: sono tendenze globali che parlano anche all’Europa e ai suoi territori più esposti alla disillusione politica.
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Redazione 2


