Intelligenza artificiale, un nuovo modello può supportare la diagnosi durante gli interventi
Pubblicato su Nature Medicine uno studio sul sistema CRISP: analizza sezioni di tessuto e può fornire informazioni utili alle decisioni chirurgiche

Un nuovo modello di intelligenza artificiale progettato per supportare l’anatomia patologica durante gli interventi chirurgici è stato presentato il 10 settembre 2026 sulle pagine di Nature Medicine. Si chiama CRISP ed è stato sviluppato per analizzare rapidamente le cosiddette sezioni congelate, campioni di tessuto che possono essere esaminati durante un'operazione per fornire indicazioni utili al chirurgo.
Lo studio nasce dalla necessità di rendere più rapido e standardizzato un passaggio particolarmente delicato della chirurgia oncologica e della medicina di precisione. Il modello è stato sviluppato utilizzando oltre 100mila sezioni congelate provenienti da dieci centri medici e successivamente valutato su più di 15mila immagini intraoperatorie. I test hanno riguardato, tra le altre cose, la distinzione tra tessuti benigni e maligni e alcune decisioni che possono essere necessarie durante l'intervento.
I risultati dello studio
La ricerca ha coinvolto sei istituzioni per la validazione del modello, 14 tipi di tumore e 24 sedi anatomiche. Particolarmente rilevante è la valutazione prospettica condotta su oltre 3.000 pazienti.
Secondo gli autori, CRISP ha mantenuto un'elevata accuratezza anche nelle condizioni della pratica reale e ha fornito informazioni che hanno contribuito alle decisioni chirurgiche nel 92,6% dei casi della coorte prospettica. La collaborazione tra medici e sistema di intelligenza artificiale avrebbe inoltre ridotto del 35% il carico di lavoro diagnostico e consentito di evitare 105 esami aggiuntivi.
Un supporto, non un sostituto del medico
Il risultato è importante, ma non significa che l'intelligenza artificiale possa sostituire il patologo o decidere autonomamente il trattamento di un paziente. Gli stessi ricercatori sottolineano il valore dell'integrazione tra tecnologia e competenze cliniche.
La prospettiva è quindi quella di utilizzare l'AI come strumento di supporto, capace di analizzare rapidamente grandi quantità di informazioni e fornire al team medico ulteriori elementi durante un momento cruciale dell'intervento.
Si tratta di una ricerca molto avanzata, con una validazione prospettica significativa, ma la sua diffusione nella pratica clinica richiede comunque ulteriori valutazioni, validazione indipendente e integrazione nei percorsi sanitari.
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Redazione 4


