Italiani spendono meno per il cibo: cambia la mappa dei consumi tra alimentari e servizi
L’Istat rileva che in Italia cala il peso della spesa alimentare e cresce quello dei servizi, segno di profondi cambiamenti nei consumi delle famiglie.

Secondo le più recenti analisi diffuse dall’Istat sulla spesa delle famiglie italiane, emerge una trasformazione strutturale dei consumi: diminuisce progressivamente il peso della spesa destinata ai beni alimentari, mentre aumenta quello dei servizi, segnando un cambiamento profondo nelle abitudini economiche e sociali degli italiani.
Il dato evidenzia una tendenza già consolidata nel lungo periodo: rispetto al passato, le famiglie destinano una quota sempre minore del proprio reddito a cibo e beni primari, mentre cresce la componente legata a servizi come trasporti, sanità privata, cultura, tempo libero e comunicazioni. Questo fenomeno è coerente con l’evoluzione del livello di benessere e con il cambiamento dello stile di vita, che porta a una maggiore diversificazione dei consumi.
Le serie storiche Istat mostrano infatti che negli anni del dopoguerra oltre la metà della spesa familiare era destinata ai generi alimentari, mentre oggi questa quota è sensibilmente ridotta, a fronte di una crescita costante delle spese non essenziali e dei servizi.
Il report sottolinea inoltre che l’evoluzione dei prezzi e dell’inflazione incide in modo differenziato sulle famiglie: il cosiddetto “carrello della spesa” resta una componente sensibile, ma il suo peso relativo nel bilancio complessivo è diminuito nel tempo rispetto alle spese per servizi.
Nel complesso, il quadro delineato dall’Istat conferma una transizione strutturale dell’economia domestica italiana: da una spesa centrata sui bisogni primari a una sempre più orientata a servizi, qualità della vita e consumi diversificati.
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Redazione 2
