Kiev sotto attacco: “Qui vivono solo civili”, la guerra continua e la pace resta lontana
Nuovi attacchi notturni colpiscono la capitale ucraina. Testimonianze dal territorio raccontano paura e distruzione in aree civili, mentre il conflitto prosegue senza segnali di svolta.

La guerra in Ucraina prosegue con un ritmo che non lascia tregua: nella notte nuovi attacchi colpiscono Kiev e tornano a emergere testimonianze dirette di chi vive nelle aree bersagliate. A quattro anni dall’inizio del conflitto (scoppiato il 24 febbraio 2022), la popolazione continua a pagare un prezzo altissimo. Le infrastrutture civili, la sicurezza quotidiana e la tenuta psicologica delle comunità restano al centro dell’emergenza. Nel racconto degli ultimi raid notturni su Kiev, una testimonianza descrive l’impatto del missile con un fischio percepito per alcuni secondi prima dell’esplosione. Viene sottolineato che nell’area colpita vivono civili e che sono presenti scuole, asili e abitazioni private, senza legami con strutture militari. Il quadro delineato è quello di attacchi che continuano a colpire la vita ordinaria, ripetendo dinamiche già viste dall’inizio della guerra. Il protrarsi dei bombardamenti mantiene alta l’emergenza umanitaria e la pressione internazionale. Ogni nuova ondata di attacchi rende più difficile aprire spiragli negoziali e alimenta il fabbisogno di assistenza e difesa per la parte ucraina. Per i calabresi, la guerra non è solo un titolo estero: influenza prezzi energetici, costo dei beni importati e scelte dell’Unione europea su fondi e priorità. In un territorio già fragile sul fronte sociale, l’instabilità internazionale può amplificare rincari e incertezze economiche.
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Redazione 2


